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"Siena  Quotidiano" - di Carlo Pellegrino, 2019

“ I Doni di Benetton “ , La Repubblica, 2017

“ Imago Mundi - For Luciano Benetton “ , 2015

“Faito Doc Festival” – IL MATTINO, Napoli, 2014

“Liburni” Arte e Cultura – Rivista D’Arte – direttore Antonio Papini, Livorno, 2014

“La fucine dell’arte “ – Rassegna d’arte Contemporanea , Roberto Sciascia , Napoli, 2013

“Chromotrip Live” - Teatro Ariston ,CORRIERE DELLA SERA, Napoli,2013

Chromotrip Live” -  Teatro Ariston ,IL MATTINO, Napoli,2013

“DESAT'ART” - Exposicion de artistas italianos al Hotel Torre laurentii, Spagna,2012

Eduardo Luongo nella sua ricerca indaga la frammentazione e l'uomo, sia in ambito tecnico che etico. Sperimenta le sollecitazioni dei materiali naturali e sintetici, la cera muta con le escursioni termiche, come la propria pelle la cera si adatta alle superficie del metallo. Eduardo Luongo forma la materia con la consapevolezza del cambiamento di quella forma che riprende un corpo naturale, il ferro e il plexiglas sono componenti di forza importanti per comprendere l'opera e il suo linguaggio.

                                                                                             Michele D'Agostino

"Larghe pennellate di colore scuro si incrociano e risaltano sul fondo verniciato con ampie campiture chiare.Queste tracce vigorose e corpose si impastano sulla tela affastellandosi e lasciando denotare una nuova creazione formale, piuttosto che l'obliterazione dello spazio scenico.Le pennellate quindi, non sono tracce negative , non nascondono, ma creano, cosicchè le strisce,vuoi seguendo percorsi più o meno ortogonali, vuoi disegnando forme chiuse, ora con tracce quasi a spirale e incrociate fino a confondersi in chiazze più ampie di colore, danno origine ad una sorta di reticolo formale. L'artista con il gesto creativo delle pennellate da vita alla forma, secondo un andamento che sebbene vigoroso, non appare frenetico e l'impulsività è controllata, razionalizzata, in un gesto astratto mediato che lascia intuire un impalcatura formale che aspira al concettuale.Un intrigo di pennellate , anzi di segni pastosi, risoluti eppure articolati e ordinati secondo una sobria armonia formale e cromatica, dove a parte il nero dei segni ed il bianco del fondo, spiccano fortemente, solo, le tracce in rosso ed in maniera più blanda le notazioni in ocra. L'essenziale armonia grafica e cromatica emerge quindi, con la medesima efficacia di una composizione musicale, basata sull'alternarsi di poche note o meglio, di un riuscito groove di batteria."

                                                                                                  Edoardo Panetta 

"La pittura di Eduardo Luongo è un crogiolo di materia fusa. Parafrasando il linguaggio della fisica si potrebbe dire“ un passaggio di stato” che fissa il livello di calore. Calore latente che gli necessita per sbrinare gli accenti figurativi di cultura espressionista. ( di pittura liquida parla lo stesso autore). Espressioni taglienti di una condizione umana dolorante che racconta un disagio di sintassi e non solo della propria esistenza. Tentativi tanto intensi da scuotere una memoria antica e sollecitare pulsioni emotive reticenti..Una reazione esotermica in cui l’impianto figurativo perde i suoi contorni e come cristalli resi mobili da una coesione rallentata si dispongono secondo una rinnovata condizione nucleare; in linea, così, con l’atteggiamento di tanta avanguardia novecentesca. Eduardo, novello Efeso, usa il colore come sciabola e la tela è croce-rossa che cura le ustioni. L’incandescenza nasconde i dettagli dell’opera eseguita ma egli sa riconoscere i venti dell’informale che toccano le sue pitture senza, tuttavia, scalfirne l’assetto spaziale;riordina i segni secondo una logica compositiva e ridà fiato ad una terza dimensione ballerina che fa il suo ingresso ma sa anche celarsi all’occorrenza. In queste operazioni da funambolo si annida il mistero di una intuizione sibillina che condanna l’occhio ad una funzione di luce cateratta"

                                                                                         Pietrantonio Arminio

 

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